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Sinistro stradale con animali: quando è colpa dell’automobilista e quando si può chiamare in causa il proprietario della strada o dell’animale?
Scoiattoli, cervi, daini o altri quadrupedi che popolano i boschi e che, in un battibaleno, spuntano dagli alberi e si piantano in mezzo alla carreggiata giusto quando sopraggiunge un’auto: la frenata brusca, la sterzata per evitarlo, lo schianto più che probabile contro un’altra macchina, contro il guardrail, contro una pianta.
Non bisogna mai dimenticare quello che il Codice della strada stabilisce a proposito della condotta dell’automobilista in generale, non solo quando si trova in una zona in cui può spuntar fuori da un momento all’altro un animale selvatico: “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.
Quanto può essere prevedibile trovarsi un cervo in mezzo alla strada? Potrebbe trattarsi di un rischio “da non escludere” se, in un certo punto della strada, precedente a quello in cui avviene l’avvistamento, sia stato collocato l’apposito cartello di pericolo che segnala la presenza in zona di animali selvatici. Il segnale impone infatti all’automobilista che segua scrupolosamente le regole di porre maggiore attenzione alla guida e di osservare un comportamento e una velocità tali da consentirgli di fermare l‘auto tempestivamente in caso di necessità, come la normativa impone.
L’incidente con l’animale può essere almeno in parte quindi responsabilità del conducente, qualora questo non abbia adottato le dovute cautele pur essendo stato avvertito dal segnale di pericolo.
Non può considerarsi esigibile una recinzione della strada dato che non possono essere pretese la recinzione e la segnalazione generalizzate di tutti i tratti boschivi indipendentemente dalle loro peculiarità concrete, imponendosi alla Pubblica Amministrazione unicamente di adempiere ai doveri di gestione, tutela e vigilanza del territorio, non certo l’obbligo di sorvegliare o prevenire in modo generalizzato le manifestazioni di intemperanza della fauna selvatica.
L’automobilista che rimane vittima di un incidente a seguito del passaggio improvviso di un animale ha tuttavia diritto ad essere risarcito dalla Pubblica Amministrazione in quanto “il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito”.
Gli animali del bosco appartengono dunque alla Regione o, in generale, a un ente pubblico. Le specie selvatiche protette rientrano nel patrimonio indisponibile dello Stato e sono affidate alla cura e alla gestione di soggetti pubblici in funzione della tutela generale dell’ambiente e dell’ecosistema, pertanto il conducente che subisca un sinistro a causa di un animale selvatico può rivalersi sulla Pubblica Amministrazione.
Diverso sarebbe il caso secondo cui l’animale sbucato all’improvviso sulla carreggiata fosse di proprietà di un privato che non abbia controllato la recinzione in cui lo tiene in custodia, evitando la sua fuga: in tal caso, sulla base di quanto stabilito dal Codice Civile, sarebbe il privato proprietario a pagare il risarcimento.
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